FAQ
Che cos’è Contabilità ESG?
Contabilità ESG è una piattaforma digitale accessibile in modalità SaaS (Software As A Service) e sviluppata internamente da TreCuori Spa. Consente alle aziende di raccogliere, registrare e aggregare in modo chiaro e organizzato tutti i fatti aziendali rilevanti, aiutandole a costruire un sistema di rendicontazione concreto, tracciabile e affidabile, anche in assenza di competenze tecniche avanzate.In pratica, permette all’azienda di trasformare i dati ESG in informazioni strategiche utili per decisioni consapevoli, trasparenza verso stakeholder e vantaggio competitivo.
A cosa serve Contabilità ESG?
Contabilità ESG aiuta le aziende a raccogliere, monitorare e rendicontare dati significativi di sostenibilità in modo chiaro e affidabile, facilitando la generazione di report dettagliati (ad es. inventario delle emissioni GHG, gender pay gap), e di report di sostenibilità conformi a standard riconosciuti (VSME, ESRS, ISO 14064-1, UNI PdR 125:2022)
L’obiettivo è rendere la rendicontazione ESG semplice, accessibile e integrabile nei processi aziendali quotidiani, senza richiedere competenze specialistiche.
Perché si chiama Contabilità ESG?
Il nome del software nasce dalla volontà di renderlo accessibile a tutte le figure aziendali: per questo è stato progettato come una sorta di “prima nota contabile” dedicata alle attività legate alla sostenibilità. Coerentemente con la filosofia di TreCuori, orientata a rendere i propri servizi accessibili anche alle PMI, il software è stato pensato per supportare in modo semplice ed efficace anche le aziende che non dispongono di una figura o di un ufficio dedicato alla sostenibilità.
Quali sono i principali vantaggi di usare Contabilità ESG?
Tra i vantaggi principali ci sono:
- Migliore reputazione e credibilità verso clienti, partner e investitori.
- Efficienza operativa grazie a processi ottimizzati e minori sprechi.
- Decisioni informate basate su dati strutturati.
- Vantaggio competitivo con differenziazione sul mercato.
- Conformità normativa e accesso a incentivi legati alla sostenibilità.
Contabilità ESG serve solo per grandi aziende?
No. Contabilità ESG è scalabile e adatta a realtà di ogni dimensione: dalle MPMI alle grandi aziende e banche. Offre strumenti efficaci anche senza competenze tecniche avanzate, rendendo più semplice avviare un percorso di sostenibilità.
Chi può beneficiare di Contabilità ESG?
Possono beneficiarne:
- Consulenti di sostenibilità, per supportare i clienti nella rendicontazione ESG.
- Banche e grandi aziende, per monitorare filiere complesse con dati strutturati.
- PMI, per avviare percorsi di sostenibilità con strumenti pratici ed economicamente sostenibili.
Quali standard ESG vengono supportati?
La piattaforma è conforme alle normative vigenti e integra standard riconosciuti a livello internazionale come VSME, ESRS, facilitando la rendicontazione di sostenibilità basata su criteri affidabili
Contabilità ESG può integrarsi con altri software aziendali?
Sì. La piattaforma offre alta integrabilità, con connessioni facilitate ad altri software e strumenti gestionali, oltre a import massivo di dati per una gestione più efficiente.
È necessario avere competenze specifiche in sostenibilità per usarle Contabilità ESG?
No. Il software non richiede una formazione specifica in materia di sostenibilità. È stato sviluppato proprio per semplificare concetti spesso complessi e guidare l’utente passo dopo passo nella raccolta e gestione delle informazioni ESG.
È possibile calcolare le emissioni di gas serra?
Sì. Contabilità ESG permette di calcolare le emissioni GHG di Scope 1, 2 e 3, offrendo una trasparenza totale sui fattori di emissione utilizzati (report dei fattori di emissione disponibile ad ogni momento e versato automaticamente al report di sostenibilità).
Con Contabilità ESG è possibile ottenere un report di Sostenibilità?
Sì. Tutti i dati compilati sono aggregati in un documento Word accessibile ad ogni momento e formattabile.
Voglio rendicontare delle informazioni di sostenibilità addizionali, il software me lo permette?
Sì. Il software è personalizzabile: l’utente può richiedere ulteriori adattamenti, come ad esempio l’inserimento di indicatori specifici o settoriali e l’inclusione di fattori di emissione dedicati.
Il programma è facile da usare?
Sì. L’interfaccia è semplice e intuitiva, progettata per permettere agli utenti di orientarsi facilmente tra le diverse funzioni senza difficoltà tecniche.
È disponibile un supporto per comprendere la normativa ESG?
Sì. Il programma Contabilità ESG include un chatbot integrato “Verdi” che aiuta gli utenti a orientarsi tra le principali normative e requisiti ESG. Il chatbot fornisce spiegazioni semplici, chiarimenti e indicazioni utili per comprendere meglio gli obblighi normativi e applicarli correttamente. Inoltre, l’ufficio sostenibilità di TreCuori è sempre disponibile per supportare gli utenti.
Esiste un limite di utenti registrati al programma?
No. Attraverso il software è possibile registrare tutti gli utenti necessari e assegnare loro il compito di inserire i dati richiesti.
Cos’è il welfare aziendale?
Il welfare aziendale è l’insieme di iniziative, servizi e benefit che un’azienda offre ai propri dipendenti per migliorare il loro benessere, la qualità della vita e il work-life balance.
Molti di questi strumenti possono beneficiare di agevolazioni fiscali e contributive ai sensi del TUIR (art. 51, D.P.R. 917/1986), che stabilisce le condizioni e i limiti per l’esenzione dai redditi dei dipendenti.
In pratica, il welfare aziendale permette di offrire vantaggi concreti ai lavoratori, aumentando motivazione e engagement, senza incidere sul costo fiscale come avverrebbe per un aumento di stipendio diretto.
Quali vantaggi fiscali offre il welfare aziendale?
Determinati benefit di welfare aziendale, se erogati nel rispetto dei requisiti e dei limiti previsti dalla normativa vigente, possono non concorrere (in tutto o in parte) alla formazione del reddito da lavoro dipendente e alla base imponibile contributiva.
Tuttavia, non tutti i benefit sono integralmente esenti: alcune tipologie prevedono soglie di esenzione, limiti di importo o specifiche condizioni di utilizzo, oltre le quali possono diventare imponibili.
Questo consente all’azienda di erogare servizi e prestazioni in modo fiscalmente efficiente, ottimizzando il costo complessivo. Allo stesso tempo, il lavoratore può beneficiare, nei casi previsti, di un valore netto superiore rispetto a un equivalente importo in busta paga, con effetti positivi su soddisfazione, motivazione e fidelizzazione.
Cosa sono i fringe Benefit?
I fringe benefit sono compensi in natura che il datore di lavoro offre ai propri dipendenti oltre allo stipendio. Si tratta di vantaggi individuali, “ad personam”, come auto aziendali, buoni carburante, smartphone o polizze assicurative, concessi direttamente al singolo lavoratore.
I fringe benefit sono personalizzati e hanno limiti di esenzione fiscale aggiornati per il periodo 2025-2027:
- Fino a 1.000€ per tutti i dipendenti.
- Fino a 2.000€ per i dipendenti con figli fiscalmente a carico.
Cosa sono i flexible benefit?
I flexible benefit sono beni e servizi che il datore di lavoro mette a disposizione dei dipendenti, ma con la possibilità per ciascun lavoratore di scegliere liberamente quali vantaggi ricevere all’interno di un paniere predefinito. L’obiettivo è adattare i benefici alle esigenze personali di ogni dipendente.
Esempi di flexible benefit:
- Buoni pasto o buoni spesa
- Abbonamenti a palestre o corsi di formazione
- Assicurazioni sanitarie o servizi di assistenza familiare
- Buoni carburante o trasporti
A differenza dei fringe benefit, che sono vantaggi “ad personam” concessi singolarmente dal datore di lavoro, i flexible benefit fanno parte di un piano strutturato ma personalizzabile, e spesso possono godere di agevolazioni fiscali, se previste dalla normativa.
Il welfare aziendale è obbligatorio?
In generale no, ma può esserlo se previsto dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro)
Chi può usufruire del welfare aziendale?
Il welfare aziendale mette a disposizione beni e servizi beneficiando di un regime fiscale agevolato, attualmente riservato principalmente ai lavoratori dipendenti o assimilati.
Perché è importante il welfare aziendale?
Migliora la soddisfazione dei dipendenti, riduce turnover e assenteismo e offre vantaggi fiscali all’azienda, rendendo il lavoro più attrattivo e motivante.
Chi decide l’importo dei buoni pasto? È l’azienda a scegliere quanti buoni pasto assegnare e di quale valore, rispettando i limiti fiscali previsti.
È l’azienda a scegliere quanti buoni pasto assegnare e di quale valore, rispettando i limiti fiscali previsti.
Quanti buoni pasto si possono utilizzare in un unico pagamento?
La normativa italiana consente di utilizzare fino a 8 buoni pasto per singola transazione.
I buoni pasto possono essere convertiti in denaro?
No. I buoni pasto non sono convertibili in denaro e devono essere utilizzati esclusivamente per l’acquisto di pasti o prodotti alimentari presso gli esercizi convenzionati.
Dove si possono utilizzare i buoni pasto?
I buoni pasto possono essere utilizzati presso una rete di ristoranti, bar, supermercati, gastronomie e negozi alimentari convenzionati. Possono essere usati sia per il pasto pronto sia per l’acquisto di generi alimentari. I Buoni Pasto Pellegrini sono accettati in oltre 134.000 esercizi convenzionati in tutta Italia.
Quanti buoni pasto può erogare un’azienda ai dipendenti?
In genere l’azienda può assegnare un buono pasto per ogni giorno lavorato. Il numero e il valore dei buoni pasto possono essere stabiliti dall’azienda nel rispetto della normativa fiscale vigente e degli eventuali accordi contrattuali.
Quali sono i vantaggi fiscali dei buoni pasto per aziende e professionisti?
I buoni pasto rappresentano uno degli strumenti di welfare aziendale più convenienti dal punto di vista fiscale.
Per le aziende che li erogano ai dipendenti, i buoni pasto sono:
- 100% deducibili come costo aziendale
- soggetti a IVA al 4% detraibile
Per i liberi professionisti titolari di partita IVA senza dipendenti:
- l’IVA è al 10% ed è interamente detraibile, sia per i buoni cartacei sia per quelli elettronici
- il costo è deducibile al 75% entro il limite del 2% del fatturato
Per i dipendenti, i buoni pasto sono inoltre esenti da contributi fiscali, previdenziali e assistenziali entro le soglie di legge.
Con la Legge di Bilancio 2026, la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici (digitali) è stata aumentata da 8 € a 10 € per singolo buono.
Che cosa sono i buoni pasto?
I buoni pasto sono un benefit che le aziende possono offrire ai dipendenti per coprire le spese dei pasti durante la giornata lavorativa. Rientrano tra gli strumenti di welfare aziendale.
Quali sono gli esempi di welfare aziendale?
Può includere, ad esempio:
- Servizi per la salute e il benessere (assicurazioni sanitarie, check-up, abbonamenti a palestre);
- Supporto alla famiglia (asili nido, contributi per attività scolastiche o extrascolastiche);
- Formazione e sviluppo professionale (corsi di aggiornamento, percorsi di carriera, mentoring);
- Iniziative di conciliazione vita-lavoro (smart working, flessibilità degli orari, buoni trasporto);
Benefit fiscali e premi (buoni pasto, voucher culturali o sportivi).
In che modo il welfare aziendale aumenta il potere d’acquisto dei lavoratori?
Il welfare aziendale consente ai lavoratori di spendere il credito messo a disposizione dall’azienda in beni e servizi senza tassazione o contributi che normalmente gravano sulla retribuzione. Questo significa che il valore lordo riconosciuto equivale al valore netto disponibile, aumentando di fatto il potere d’acquisto personale.
Quali servizi e categorie può scegliere un lavoratore con il credito welfare?
I dipendenti possono utilizzare il credito welfare per una vasta gamma di servizi e categorie, ad esempio: viaggi e vacanze, sport, assistenza alla persona, istruzione, cultura, salute, trasporto pubblico, previdenza e buoni pasto, con la massima flessibilità di scelta e un catalogo aggiornato
Il credito welfare può essere utilizzato anche per servizi locali o di prossimità?
Sì. Con strumenti come i Buoni TreCuori, il lavoratore può utilizzare il credito in molti negozi e servizi locali (es. supermercati, parrucchieri, macellerie, fiorerie e altro), aiutando anche l’economia del territorio.
Cosa succede se il lavoratore non trova un servizio o fornitore di suo interesse?
Se il servizio o il fornitore desiderato non è presente in piattaforma, il dipendente può richiederne l’attivazione. Questo permette di mantenere le proprie abitudini di spesa locale o di utilizzare il credito welfare presso erogatori di fiducia, con assistenza dedicata nel processo
Quali sono i vantaggi per i fornitori che si autoconvenzionano?
I fornitori che si registrano sulla piattaforma TreCuori possono:
- accettare il welfare come forma di pagamento senza commissioni
- aumentare l’afflusso di clienti
- incassare in modo semplice e rapido
- contribuire all’economia locale.
Quanto tempo ci vuole perché un fornitore sia attivo dopo l’autoconvenzionamento?
Una volta che un fornitore completa la registrazione sulla piattaforma TreCuori, può subito accettare i buoni e i pagamenti welfare. I processi di attivazione sono pensati per essere veloci e senza costi aggiuntivi, consentendo ai dipendenti di usare il credito welfare presso la loro attività di fiducia quanto prima.
Chi può convenzionarsi come fornitore welfare su TreCuori?
Possono registrarsi attività commerciali, professionisti e realtà di servizi interessate ad accettare i Buoni e i pagamenti welfare. La registrazione è gratuita e permette ai fornitori di incassare pagamenti welfare senza commissioni, con accrediti rapidi e sicuri.
Come posso diventare fornitore del Welfare TreCuori?
Diventare fornitore del Welfare TreCuori è semplice e non prevede costi di attivazione o commissioni.
È possibile richiedere l’attivazione compilando il form di contatto presente in fondo alla pagina oppure segnalando la propria attività direttamente tramite un lavoratore o un’azienda che utilizza il welfare TreCuori.
Una volta attivato, il fornitore potrà iniziare ad accettare e incassare i Buoni TreCuori o i pagamenti diretti tramite piattaforma, ampliando la propria clientela e partecipando a un circuito che valorizza il territorio.
Perché il welfare aziendale di TreCuori è utile alle associazioni di categoria?
Il welfare aziendale di TreCuori permette alle associazioni di categoria di offrire ai propri membri uno strumento concreto per migliorare il benessere dei dipendenti delle imprese associate, rafforzando così il ruolo dell’associazione come partner strategico per la competitività e il supporto territoriale.
Quali categorie di consulenti possono collaborare con TreCuori?
Oltre ai consulenti del lavoro, anche consulenti HR, commercialisti, consulenti aziendali e altri professionisti possono integrare soluzioni welfare nella loro offerta, aiutando le imprese a coglierne i benefici fiscali e gestionali.
Il welfare aziendale TreCuori supporta anche il territorio locale?
Sì. Il modello di welfare di TreCuori favorisce il coinvolgimento di fornitori locali e PMI, contribuendo a diffondere i benefici economici sul territorio e creando un circolo virtuoso di valore per le imprese, i lavoratori e le comunità locali.
Perché il welfare aziendale interessa agli amministratori pubblici?
Il welfare aziendale interessa agli amministratori pubblici perché rappresenta uno strumento complementare alle politiche di welfare pubblico e di sviluppo territoriale.
Da un lato, contribuisce ad aumentare il benessere dei cittadini-lavoratori, sostenendo reddito, conciliazione vita-lavoro e accesso a servizi (istruzione, assistenza, mobilità, sanità integrativa).
Dall’altro, può generare ricadute positive sull’economia locale, incentivando l’utilizzo di servizi e fornitori del territorio.
Inoltre, gli enti pubblici possono svolgere un ruolo attivo nel promuovere e coordinare iniziative di welfare territoriale, favorendo reti tra imprese, terzo settore e servizi locali, soprattutto a beneficio delle PMI.
In alcuni casi, nel rispetto della normativa applicabile, anche le stesse amministrazioni pubbliche possono adottare strumenti di welfare per il proprio personale, contribuendo così a migliorare benessere organizzativo, attrattività e capacità di trattenere competenze.
In questa prospettiva, il welfare aziendale rafforza le politiche di inclusione sociale, attrattività del territorio e sviluppo sostenibile.
Qual è la differenza tra welfare pubblico e welfare aziendale?
Il welfare pubblico è gestito dallo Stato o dagli enti locali e fornisce servizi universali o mirati ai cittadini, come sanità, istruzione, trasporti o sussidi sociali.
Il welfare aziendale, invece, è attivato dalle aziende e dagli enti pubblici per i propri dipendenti e può includere benefit aggiuntivi come formazione, buoni acquisto, servizi di assistenza familiare, attività sportive o culturali.
In sintesi: il welfare aziendale integra e completa quello pubblico, offrendo benefici diretti ai lavoratori e, indirettamente, alla comunità, stimolando l’economia locale e promuovendo inclusione e benessere collettivo.
Come può un ente pubblico promuovere il welfare aziendale sul proprio territorio?
Un ente pubblico può favorire il welfare aziendale promuovendo accordi con imprese locali, incentivando la partecipazione dei fornitori alle piattaforme di welfare e integrando questi strumenti nelle politiche di sviluppo economico e sociale.
