Attivare un piano di welfare aziendale conviene all’azienda e al lavoratore!

 

Edit: articolo aggiornato con novità normative 2024 —

Molteplici e di varia natura sono i vantaggi che scaturiscono a seguito dell’attivazione di un piano welfare, sia per  l’azienda che per i lavoratori. A fronte di questi vantaggi evidenti, il welfare aziendale comporta per il lavoratore anche una minore contribuzione relativamente alla propria posizione pensionistica; in ogni caso, come illustrato in uno dei paragrafi successivi, l’effetto welfare complessivo viene considerato a vantaggio dei lavoratori. 

Vediamo nel dettaglio tutti questi aspetti.

 

QUALI SONO I VANTAGGI DEL WELFARE PER I LAVORATORI DIPENDENTI?

 

Ogniqualvolta un dipendente riceve una componente retributiva in busta paga, tale ammontare concorre a formare il reddito complessivo del lavoratore, ovvero è parte della base imponibile sulla quale verrà calcolata l’aliquota IRPEF (Imposta sui Redditi Persone Fisiche). 

Per il lavoratore dipendente, il principale vantaggio del welfare aziendale sta nel fatto che il valore dei beni e servizi ricevuto sotto forma di benefit welfare è escluso dall’imponibile IRPEF. Quindi, infatti “non fa reddito” ed è completamente detassato. Ne consegue per il dipendente un tangibile aumento del proprio potere d’acquisto.

 

Confronto premio in busta paga vs premio in welfare 

  • Ricevendo un premio in busta paga, l’intero importo concorre alla formazione del reddito del dipendente ed è pertanto assoggettato ad aliquota IRPEF proporzionale su base reddituale (a seconda dei vari scaglioni di reddito le aliquote IRPEF oscillano tra il 23% e il 43%). Sottratta tale imposta, viene applicato anche il contributo previdenziale a carico del lavoratore che, a seconda del CCNL di riferimento, varia dal 9,19% al 9,49%. Il dipendente subirà pertanto delle rilevanti trattenute che oscillano tra il 32% e il 52% dell’intero premio, a seconda del reddito percepito.
  • Ricevendo il premio in welfare, l’importo netto che il lavoratore riceverà sarà esattamente pari a quello lordo erogato dall’azienda senza nessuna trattenuta. Il lavoratore dunque, beneficerà di un concreto maggior potere d’acquisto.

 

Confronto PDR in busta paga vs PDR convertito in welfare

Può essere utile prima di tutto specificare cosa si intende con PDR, acronimo di Premio di Risultato: detto anche Premio di Produzione, il PDR è una quota aggiuntiva alla retribuzione che viene riconosciuta al dipendente al raggiungimento di incrementi di produttività, redditività, efficienza. Tale somma viene erogata in busta paga e comporta un vantaggio fiscale nel limite di 3.000€ lordi annui ed è prevista solo per i dipendenti che nell’anno precedente abbiano percepito un reddito inferiore a 80.000€. Vi sono poi altre condizioni richieste per i PDR, tra tutte il fatto che debbano trarre origine da un accordo sindacale di 2⁰ livello.

In alcuni casi, l’azienda può proporre ai lavoratori la conversione del PDR in welfare , che hanno singolarmente la facoltà di accettare o meno. Vediamo ora le differenze tra queste due possibilità:

  • Quando il PDR viene pagato in busta paga, viene applicata un’imposta sostitutiva del 10% (edit: per gli anni 2023 e 2024 l’imposta è pari al 5%) rispetto a quella ordinaria IRPEF, a cui si aggiunge il contributo previdenziale a carico del lavoratore che, a seconda del CCNL applicato, varia dal 9,19% al 9,49%. Quindi, le trattenute per il lavoratore, ammontano a circa il 20% dell’intero premio.
  • Quando il PDR è convertito in welfare, il dipendente beneficerà sempre di detassazione totale potendo così usufruire della totalità del premio senza alcuna trattenuta. Per questo molto spesso i lavoratori preferiscono questa soluzione. 

 

ALTRI VANTAGGI WELFARE PER IL DIPENDENTE

Una considerazione molto importante è che il premio erogato in welfare offre un ulteriori vantaggi per il lavoratore: ad esempio, poiché le somme welfare non fanno reddito, non vengono considerate nel calcolo delle soglie sotto le quali sono resi disponibili determinati bonus per i cittadini. È il caso del “Bonus Renzi” (dal 2021 sostituito dal Bonus “100 Euro”), che spesso i lavoratori perdono in seguito al ricevimento di premi aziendali in busta paga in quanto l’importo del premio ricevuto fa salire il reddito personale imponibile al di sopra della soglia massima consentita per aver diritto al bonus. Convertire l’importo del premio aziendale in welfare fa sì che tale cifra non influenzi il reddito personale del lavoratore, soggetto a tassazione e sui cui ci si basa per richiedere i bonus.

 

QUAL È L’EFFETTO SULLA POSIZIONE PREVIDENZIALE DEL LAVORATORE?

A fronte di questi vantaggi evidenti, il welfare comporta per il lavoratore una minore contribuzione relativamente alla propria posizione pensionistica. Per poter esprimere un giudizio complessivo è quindi importante considerare l’effetto congiunto di minori tasse e di minori contributi previdenziali. Come vedremo adesso, da un punto di vista puramente numerico, l’effetto welfare viene considerato vantaggioso per i lavoratori. 

Alcuni tecnici hanno simulato l’effetto con degli esempi numerici come quello che riportiamo di seguito: è stato analizzato lo scostamento pensionistico di due lavoratori (lavoratore A e lavoratore B) a 10 anni dal raggiungimento della pensione, che ricevono un premio di €1.000,00, uno in busta paga (lavoratore A) e uno in welfare (lavoratore B). Quindi:

  • Il lavoratore A riceve nell’immediato un premio di entità netta minore (-337€) a fronte di una maggiore contribuzione previdenziale;
  • Il lavoratore B riceve nell’immediato un premio di entità maggiore (+337€) a fronte di una minore contribuzione previdenziale.

Per valutare le due opzioni, è quindi necessario chiedersi a quanto ammonti lo scostamento di contribuzione previdenziale: questo viene stimato in circa 0,56€ lordi al mese, ovvero 6,80€ lordi all’anno dopo il primo anno di pensione (quindi dopo 11 anni).

È opportuno quindi chiedersi se si preferisca avere dopo 10 anni un maggior valore di circa 0,56€ lordi al mese per tutti i mesi successivi, oppure avere oggi un maggior valore di 337€.

Da un punto di vista numerico, anche se la stima dei 0,56€ al mese fosse sottostimata, si può concludere che il premio in welfare risulti più vantaggioso. E’ utile considerare anche che il lavoratore che vuole favorire la propria pensione, può comunque destinare questa maggiore disponibilità immediata alla propria posizione previdenziale.

E’ giusto che la scelta tra le due opzioni sia libera per ogni lavoratore ed è importante che possa essere effettuata nella massima consapevolezza di tutti gli aspetti.

 

VANTAGGI WELFARE PER L’IMPRESA

Per l’azienda il vantaggio fiscale nell’attivare un piano welfare aziendale consiste nell’azzeramento dei contributi e pertanto in una riduzione del costo del lavoro per un importo superiore al 30%.

Affinché l’azienda possa godere di tali agevolazioni previste dalla normativa, è necessario che i piani welfare vengano attivati per almeno una categoria omogenea dei dipendenti. 

Tra gli altri elementi di interesse per l’azienda di natura amministrativa/contabile, si può segnalare il fatto che il costo del welfare viene attribuito all’esercizio fiscale secondo il principio di competenza, possibilità questa particolarmente gradita dalle imprese in determinati frangenti in particolare quando i piani welfare sono attivati in prossimità del termine dell’esercizio.

Per l’impresa ci sono poi tanti altri vantaggi non di natura strettamente fiscale, come richiamato nel paragrafo conclusivo di questa News e come approfondito in altre News, ad esempio quella disponibile a questo link.

 

UN ESEMPIO PRATICO DEI VANTAGGI DEL WELFARE PER L’AZIENDA

Ad avvalorare quanto detto finora è possibile esaminare i seguenti esempi numerico sui vantaggi fiscali e contributivi.

Naturalmente questi importi indicati sono approssimativi, perché potrebbero variare leggermente in funzione di specifiche condizioni (contratti diversi, ecc.).

 

  1. Premio una tantum in busta vs premio una tantum in welfare aziendale di €1000,00:
grafici premio in busta vs in welfare
grafici premio in busta vs in welfare

Se ad un lavoratore dipendente venisse erogato un premio con un costo azienda totale di € 1.000,00:

    • ricevendolo in busta paga, l’importo netto che incasserebbe sarebbe di €471,00. A carico del dipendente vi sarebbero infatti €246,00 di oneri vari, e anche a carico dell’azienda vi sarebbe un ulteriore importo di €283,00 (oneri, contributi, ecc.). Dei €1.000,00, il premio lordo spettante al dipendente ammonta a €717,00 di cui beneficerà effettivamente per €471,00;
    • ricevendolo come welfare, il lavoratore beneficerebbe dell’intero importo, ovvero €1.000,00. Ciò è possibile in quanto, come già esposto, il valore dei servizi welfare non è tassato, sia per quanto riguarda l’azienda che il lavoratore. L’importo totale erogato dall’azienda coinciderà dunque con l’importo effettivamente beneficiato dal lavoratore, in questo caso €1.000,00 . La maggior disponibilità di spesa per il lavoratore, rispetto all’opzione in busta, è dunque pari ad un +112%.

 

2. Premio di risultato in busta vs premio di risultato convertito in welfare di € 1.000,00:

grafici PDR in busta vs in welfare
grafici PDR in busta vs in welfare

Se ad un lavoratore dipendente venisse erogato un premio di risultato (PDR) con un costo azienda totale di € 1.000,00:

    • ricevendolo in busta paga, l’importo netto che incasserebbe sarebbe pari a €586,00. A carico del dipendente graverebbero infatti €130,00 di oneri contributivi e tasse, mentre gli oneri a carico dell’azienda sarebbero pari a €283,00.
    • convertendolo in welfare, l’importo che effettivamente incasserebbe il dipendente è pari a €1.000,00 ovvero pari all’importo effettivamente erogato dall’azienda. La scelta di convertire il PDR in welfare aumenterebbe la disponibilità di spesa del lavoratore dipendente di un +71%.

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I vantaggi fiscali e contributivi sono evidenti e spesso rappresentano la scintilla che fa scoccare l’interesse di imprenditori e lavoratori nei confronti del welfare… in realtà una volta compresi i meccanismi che il welfare permette di attivare, si comprende bene che i vantaggi che genera vanno ben oltre il mero risparmio fiscale e contributivo. Miglioramento del clima aziendale, fidelizzazione dei lavoratori, bilanciamento vita-lavoro e aumento della produttività hanno un significato sia qualitativo che economico ben superiore a quello del risparmio fiscale!

 

Leggi anche le altre News della nostra serie dedicata “L’ABC del Welfare” ed approfondisci la tua conoscenza sul welfare!

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IL VALORE AGGIUNTO DEL CUSTOMER SERVICE DI TRECUORI, UN FATTORE DETERMINANTE PER IL SUCCESSO DI UN PIANO WELFARE

 

Nell’attivazione di un piano welfare, la gestione dell’assistenza ai vari fruitori è un elemento cruciale. Sono vari infatti i soggetti che possono averne bisogno.

 

A CHI È UTILE

In primis è normale pensare ai lavoratori, che possono aver necessità di ricevere assistenza: nella maggior parte dei casi si tratta semplicemente di chiarimenti richiesti proprio nel momento in cui si sta effettuando una spesa welfare, ma in alcuni casi qualche lavoratore, che ad esempio gode di particolari detrazioni nella propria dichiarazione dei redditi, potrebbe essere interessato ad alcuni consigli su aspetti fiscali di dettaglio per ottimizzare l’impiego delle proprie risorse. 

Oltre ai lavoratori, anche le aziende che attivano piani welfare possono avere bisogno di assistenza. Normalmente questo accade non tanto durante la vigenza di un piano welfare quanto piuttosto nelle fasi preparatorie o di rinnovo dello stesso.

Quando il piano è attivo, sono piuttosto i consulenti delle aziende a poter necessitare di supporto, ad esempio i consulenti del lavoro quando ogni mese devono riportare all’interno dei cedolini le voci figurative corrispondenti ai benefit goduti dai vari lavoratori.

Altro fondamentale tipologia di soggetti che possono avere necessità di assistenza sono gli erogatori dei servizi: parliamo quindi di professionisti (ad esempio medici), cooperative sociali (per servizi di baby-sitter o assistenza di persone anziane), associazioni sportive dilettantistiche, (per i corsi sportivi, le piscine o le palestre), strutture turistiche o agenzie di viaggio (per le vacanze), commercianti ed artigiani (per l’incasso dei buoni spesa) che richiedono supporto per sapere se possono incassare una spesa welfare e, in caso positivo, come farlo.

 

IL CUSTOMER SERVICE DI TRECUORI: I PUNTI DI FORZA

Noi di TreCuori crediamo che questo servizio di assistenza sia un elemento cruciale per far sì che l’attivazione di un piano welfare abbia successo e sia un’esperienza positiva per i suoi fruitori, chiunque essi siano. Per questo lo abbiamo impostato con grande attenzione ed in modo spesso diverso da quanto normalmente si faccia nel mercato.

Infatti le caratteristiche dell’assistenza TreCuori sono peculiari, sia per quanto riguarda le persone che per il servizio:

  • il personale è:
    • regolarmente assunto direttamente da TreCuori, perché queste risorse sono ritenute cruciali per l’attività svolta e in questo modo è possibile offrire garanzie sia ai collaboratori che ai lavoratori che beneficiano di questo servizio;
    • ubicato presso la sede principale di TreCuori (in Italia e non presso società terze estere) per garantire la migliore formazione possibile delle persone e fare in modo che qualsiasi necessità possa essere risolta in modo veloce ed efficiente;
    • consolidato: TreCuori cerca di dare continuità alle persone che si occupano di questo servizio, sia per fare in modo che la loro esperienza sia solida, sia per permettere ai beneficiari del servizio di poter essere seguiti senza per forza dover cambiare tutte le volte interlocutore;
    • multilingue, per facilitare quei lavoratori che possono avere difficoltà nel comprendere o nel parlare l’italiano e che possono invece preferire parlare la loro lingua madre (che sia l’inglese, il tedesco, il francese, lo spagnolo, il russo, l’arabo, il rumeno, il moldavo, il filippino, l’albanese);

 

  • il servizio è offerto in fasce orarie molto ampie:
    • per i lavoratori dal lunedì al venerdì dalle 08.00 alle 19.00 e il sabato dalle 8.00 alle 12.30;
    • per le aziende, i consulenti e gli erogatori dei servizi welfare: nei normali orari di ufficio (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.30).

 

Naturalmente non per forza è necessario avvalersi del servizio di assistenza per poter usufruire dei servizi TreCuori. Anzi, per la gran parte delle funzioni è possibile operare in totale autonomia attraverso l’accesso alla propria Area Riservata a cui si accede facilmente tramite le credenziali personali. Magari per i primi utilizzi può capitare di chiedere supporto all’assistenza telefonica per essere sicuri di seguire la procedura corretta, poi per gli accessi successivi si procede autonomamente. In ogni caso, per qualsiasi necessità – da una semplice informazione ad un supporto più operativo – il Customer Service di TreCuori è sempre a disposizione, proprio nello spirito del pay-off: TreCuori, utile essendo utili!

Leggi tutte le News della nostra serie dedicata “L’ABC del Welfare” e approfondisci la tua conoscenza sul welfare.

Il Customer Service di TreCuori

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“MANDELLO AGGIUNGE UN SORRISO”- UN’INIZIATIVA DI WELFARE PUBBLICO CHE VA OLTRE I BONUS ALIMENTARI

 

In Provincia di Lecco, nel Comune di Mandello del Lario, grazie agli Assessori ai Servizi Sociali e al Commercio è partita un’importante iniziativa per sostenere le famiglie più fragili e le attività economiche del territorio.

Sostenuta dal bando “Welfare in Azione” di Fondazione Cariplo e con il contributo del Consorzio Consolida di Lecco insieme al progetto “Valoriamo” e alla piattaforma Welfare TreCuori, l’iniziativa tra i vari obiettivi intende:

  • permettere spese anche alle famiglie economicamente deboli;
  • aumentare gli acquisti negli esercizi del territorio aderenti all’iniziativa;
  • premiare i cittadini che vi aderiscono.

 

COME FUNZIONA L’INIZIATIVA?

Acquistando beni e servizi presso i negozi aderenti ( bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti, … ) del Comune di Mandello che aderiscono all’iniziativa, ogni €10 di spesa verrà consegnato all’acquirente un bollino da apporre in una tessera. Una volta completata, è possibile imbucare la tessera nell’urna posizionata presso la biblioteca civica. Per ogni tessera completata ed imbucata, una famiglia in difficoltà riceverà un buono spesa da €20.

Il numero di buoni spesa ricevuti dalle famiglie che ne hanno diritto, viene determinato dal Regolamento dell’Emergenza Alimentare dei Servizi Sociali (il Mercato solidale) del Comune di Mandello. I buoni ricevuti potranno essere spesi in tutti gli esercizi commerciali aderenti all’iniziativa, senza vincoli sulla tipologia di prodotto o servizio.

I cittadini che partecipano all’iniziativa, una volta imbucate le tessere compete dei vari bollini, potranno inoltre partecipare ad un’estrazione periodica di vari premi e sconti presso i negozi mandellesi aderenti. Un modo per favorire ulteriormente la prosperità di persone ed imprese riattivando l’economia del territorio!

Per l’avvio dell’iniziativa, il Comune di Mandello ha destinato un importo di €10.000 come tesoretto iniziale, il quale verrà ulteriormente alimentato grazie a donazioni provenienti da salvadanai posizionati negli esercizi aderenti o da donazioni liberali dei cittadini.

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IL WELFARE AZIENDALE TRA OPPORTUNITÀ CONSOLIDATE ED AGGIORNAMENTI NORMATIVI

 

 

Il welfare aziendale è un tema di grande attualità e in continua evoluzione.

I recenti aggiornamenti normativi hanno aumentato nei consulenti la necessità di essere pienamente aggiornati sulle ultime novità in materia di welfare.

Per questo, è stato pensato ad una serie di webinar sul welfare aziendale che possa chiarire tutti gli aspetti normativi e fare in modo che i vari consulenti possano entrare nel vivo di tutti i recenti aggiornamenti.

Una risposta utile per tutti quei consulenti per cui inizialmente non è stato facile poter approfondire ed implementare il welfare nelle realtà dei propri clienti e che ora vogliono consolidare la propria posizione di riferimento nel mercato.

 

GLI ARGOMENTI

ll webinar è pensato per partecipanti che abbiano già una conoscenza di base del welfare ed approfondirà pertanto tematiche molto specifiche, tecniche ed altresì innovative. Sarà tuttavia l’occasione per rivedere anche alcuni concetti generali consentendo a tutti di rafforzare la propria conoscenza sul welfare.

Di seguito i macro-argomenti che verranno presentati nel corso del webinar:

  • Cosa cambia per i servizi welfare (ex. Art.100) quali salute, viaggi e vacanze, cultura e tempo libero;
  • Il trattamento dell’IVA per quanto riguarda gli erogatori di servizi welfare esenti IVA per diritto soggettivo;
  • La Cassa Sanitaria e il rimborso delle spese mediche tramite il welfare aziendale;
  • Welfare Premiale: presupposti normativi ed applicazioni pratiche ;
  • Presentazione della nuova area riservata per i lavoratori nella piattaforma TreCuori.

 

I RELATORI

Nel corso del webinar gli interlocutori saranno Welfare Specialist di lunga esperienza sia in ambito teorico che pratico:

  • FULVIO STRIM si occupa di welfare sin dalle primissime fasi della normativa. Con più di 120 piani welfare singolarmente attivati in tutt’Italia ed oltre 400 piani in partnerariato con i Consulenti del Lavoro, apporterà la propria esperienza di interlocutore specialistico con i Cdl.
  • KATIA CAIS è responsabile della formazione e coordinamento in ambito welfare da diversi anni, con una specializzazione in welfare pubblico mediante la realizzazione e la gestione di importanti progetti in diverse Regioni italiane.

 

I DESTINATARI DEL WEBINAR

Il webinar è pensato per i Benefit Plan Advisor che utilizzano o utilizzeranno la piattaforma di welfare territoriale TreCuori, ovvero:

  • Consulenti aziendali (Consulenti del lavoro, commercialisti, avvocati, consulenti assicurativi, ecc.)
  • Imprenditori e manager (titolari d’impresa, responsabili HR, responsabili amministrazione finanza e controllo, ecc.)
  • Funzionari di associazioni di categoria, sindacati, amministrazioni pubbliche, ecc.

Naturalmente, qualora vi fossero soggetti interessati all’argomento e che intendono utilizzare la piattaforma TreCuori, possono comunque inoltrare la richiesta di partecipazione a titolo gratuito.

Condizione necessaria per poter partecipare al webinar è la residenza nella Regione del Veneto.

 

LE DATE

Il modulo formativo ha una durata di 2 ore.

Vengono proposte due diverse date con orari differenti, per permettere ad ogni professionista di scegliere quella più compatibile con i propri impegni.

  • Venerdì 11/06/2021 ore 14:00 – 16:00
  • Giovedì 17/06/2021 ore 16:00 – 18:00

 

IL BANDO #CONCILIARETE

ll progetto #ConciliaRete, finanziato dalla Regione Veneto nell’ambito del POR-FSE 2014-2020 con la Linea 3 del bando “Il Veneto delle Donne” (DGR 526-2020), nasce dalla volontà dei partner del progetto WelfareNet di proseguire il lavoro di sensibilizzazione, di promozione e di sviluppo del welfare territoriale e contrattuale, di valorizzazione i servizi territoriali di conciliazione vita-lavoro e di sperimentare strumenti innovativi condivisi che puntano a mettere le basi per un modo totalmente nuovo di concepire le relazioni personali e lavorative.

 

COME ISCRIVERSI

E’ possibile iscriversi gratuitamente al Webinar formativo al seguente link: http://bit.ly/WebinarWelfare_giu21

 

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DAL BUONO CARBURANTE AI BUONI SPESA AL SUPERMERCATO, DAL NEGOZIO DI ABBIGLIAMENTO A QUELLO DI TECNOLOGIA…POTENZIALMENTE QUALSIASI PRODOTTO E SERVIZIO: SCOPRILI TUTTI!

 

In questa puntata della raccolta «L’ABC del Welfare» parleremo di un argomento molto caro ai dipendenti che li utilizzano, ai datori di lavoro che li destinano ed anche agli erogatori che li incassano: i famosi Fringe Benefit. Come è stato trattato in una recente News, come per il 2020, i Fringe Benefit anche per l’anno 2021 saranno caratterizzati da un’importante novità: l’importo spendibile esente da tassazione è infatti raddoppiato.


WELFARE E FRINGE BENEFIT: COSA SONO?

I Fringe Benefit, come dice la parola stessa, sono «benefici accessori» alla retribuzione (buoni spesa, buoni carburante, gift card…), ossia elementi aggiuntivi alla busta paga che in linea di massima, vengono riconosciuti ai lavoratori al fine di integrare il loro normale compenso o incentivarli a una maggiore produttività.

I Fringe Benefit tuttavia non sono tassati (e quindi non concorrono a formare il reddito) se si tratta di beni e servizi di importo non superiore ai 258,23 euro previsti per legge per periodo d’imposta (come per il 2020, anche per il 2021 il limite è stato innalzato a € 516,46). Se tale limite viene superato, l’intero valore concorre a formare il reddito annuo in capo al dipendente. La soglia va considerato per tutti i Fringe Benefit percepiti dal lavoratore dipendente, anche se derivanti da altri rapporti di lavoro eventualmente intrattenuti nel corso dello stesso periodo d’imposta.

 

FRINGE BENEFIT 2021: IMPORTO RADDOPPIATO

Come previsto dall’Art.51 comma 3 del TUIR, a livello normativo il limite di esenzione IRPEF ordinariamente previsto per i Fringe Benefit è pari a € 258,23. Come già avvenuto nel 2020 grazie al decreto n.104/2020 (Decreto Agosto) in risposta all’emergenza Covid, anche per il 2021 il legislatore ha confermato tramite l’approvazione del Decreto Sostegni Bis, l’innalzamento della soglia di esenzione dei Fringe Benefit ad un importo pari ad €516,46 generando una soddisfazione generale tra dipendenti, datori di lavoro e erogatori che li incassano. Per approfondimenti in merito l’innalzamento della soglia 2021, si rimanda alla News “Fringe Benefit 2021: buone notizie grazie al raddoppio della soglia di esenzione fiscale” pubblicata sul nostro sito.



QUALI SONO I VARI TIPI DI BUONI SPESA DISPONIBILI NEL WELFARE

Assecondando le preferenze dei lavoratori, TreCuori gestisce l’erogazione dei Fringe Benefit in diversi formati: dai più tradizionali come i buoni spesa cartacei (ce ne sono più di 70) a quelli più moderni come i buoni spesa elettronici inviati direttamente via e-mail ai lavoratori (ce ne sono più di 200). A questi, TreCuori aggiunge un’ulteriore tipologia che nessun’altra piattaforma welfare ha, che può essere spesa anche nei negozi di prossimità del proprio quartiere, paese o città, ovunque in Italia. Si chiama Buono Welfare TreCuori ed offre la massima libertà di scelta per i lavoratori ed una virtuosa ricaduta economica nel territorio. Vediamo nel dettaglio queste tre tipologie.

  • BUONI SPESA CARTACEI

La soluzione cartacea viene ricevuta da ogni lavoratore in busta chiusa direttamente in azienda presso cui lavora. Tale servizio richiede una tempistica di erogazione di 15-20 giorni lavorativi dalla data di chiusura della distinta aziendale (periodo entro il quale i lavoratori hanno la possibilità di prenotare i propri buoni tramite la propria area riservata della piattaforma TreCuori). 

  • BUONI SPESA ELETTRONICI

I buoni elettronici, invece, vengono inviati direttamente al dipendente tramite l’e-mail fornita. In questo caso, i tempi di erogazione sono brevissimi (da qualche ora a 2-3 giorni a seconda dei casi specifici), in quanto viene preso come riferimento la data di prenotazione del singolo lavoratore, non la data di chiusura della distinta aziendale (come nel caso dei buoni spesa cartacei – punto precedente).

  • BUONI WELFARE TRECUORI

Con il Buono Welfare TreCuori, vi è la totale libertà da parte dei lavoratori di scegliere i propri erogatori di beni e servizi preferiti, comprese le piccole realtà territoriali di qualsiasi area geografica. Dal Nord al Sud, dal Centro alle isole, dai grandi centri metropolitani alle aree più periferiche…potenzialmente, i Buoni Welfare TreCuori sono dunque spendibili in qualsiasi negozio esistente.

Molte sono le realtà che già incassano i Buoni Welfare TreCuori, ma ne sono attivabili di nuove in qualsiasi momento. La procedura è molto semplice e disponibile direttamente sul nostro sito. Le varie attività commerciali, saranno ben contente di incassare questi buoni in quanto non devono pagare alcuna commissione d’incasso e riceveranno i pagamenti in tempi molto brevi

Sempre più spesso aziende e lavoratori scelgono di utilizzare per i propri Fringe Benefit esclusivamente i Buoni Welfare TreCuori, avendo così la garanzia che la totalità di queste spese ricada nel loro territorio.

 

Anche con la gestione dei buoni spesa, TreCuori conferma la propria missione, essendo utile alle imprese, ai lavoratori e ai negozi. TreCuori, utili essendo utili!

Leggi anche le altre News passate e future della serie “L’ABC del Welfare” per rimanere sempre aggiornato sulle tematiche del welfare ed approfondirne la sua conoscenza!

Per qualsiasi informazione, contattaci! Sarà per noi un piacere poterti essere utili.

TreCuori, il Welfare del tuo territorio!

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A chiunque abbia avuto a che fare con il welfare, sia esso consulente, lavoratore o manager, è sicuramente capitato di imbattersi in questa domanda: «Interessanti questi Buoni Spesa! Ma se ne possono dare di più, oltre i soliti €258,23 all’anno per lavoratore?». E la risposta è sempre stata «no» fino al fatidico Agosto 2020, quando questo limite consolidato è stato infranto da una misura eccezionale dovuta all’emergenza Covid. Su decisione del Governo, l’importo è stato infatti raddoppiato suscitando grande entusiasmo in datori di lavoro e dipendenti che hanno ampiamente sfruttato questa maggiore agevolazione.

Con il 2021 i limiti sono tornati quelli ordinari, ma l’interesse di chi utilizza il welfare non è scemato, anzi, in questi primi mesi dell’anno c’è stata grande attesa di una nuova misura che riproponesse l’innalzamento dell’esenzione fiscale! Questa attesa si è conclusa con la legge di Conversione del Decreto Sostegni datata 19 maggio 2021. Ecco di seguito tutti gli aggiornamenti in proposito!

 

LA NUOVA SOGLIA FRINGE BENEFIT 2021

Un emendamento del Decreto Sostegni (D.L. n.41/2021) approvato dal Senato il 06 maggio 2021 e convertito in Legge mediante il via libera della Camera, proroga anche per l’anno d’imposta corrente il raddoppio della soglia limite spendibile in Fringe Benefit in capo ad ogni lavoratore. Tale importo non concorrerà alla formazione del reddito del lavoratore e sarà pertanto totalmente esente da tassazione, riducendo di fatto il cuneo fiscale dei collaboratori.

Come previsto dall’Art.51 comma 3 del TUIR, a livello normativo il limite di esenzione IRPEF ordinariamente previsto per i Fringe Benefit è pari a € 258,23. Come già avvenuto nel 2020 grazie al decreto n.104/2020 (Decreto Agosto) in risposta all’emergenza Covid, anche per il 2021 il legislatore conferma l’innalzamento della soglia di esenzione dei Fringe Benefit ad un importo pari ad €516,46.

L’innalzamento di tale limite rappresenta sicuramente una misura tangibile e indiretta di sostegno da parte del Governo.

 

MA COSA SONO I FRINGE BENEFIT?

Con «Fringe Benefit» viene fatto riferimento a benefici premiali accessori alla retribuzione che il datore di lavoro riconosce ai propri dipendenti sotto forma di beni e servizi (come ad esempio i buoni carburante e i buoni spesa). Non rappresentando un importo monetario inserito in busta paga, entro le soglie previste per legge (€258,23 limite ordinario, €516,46 limite raddoppiato per gli anni d’imposta 2020 e 2021) sono esenti da tassazione.

 

VALUTAZIONI ED EFFETTI DELLA NUOVA NORMA

Come dicevamo, l’innalzamento del limite di esenzione è stato molto apprezzato nel corso del 2020 sia dai lavoratori che hanno visto un incremento del loro potere d’acquisto sia dalle aziende che hanno potuto godere dei benefici fiscali conseguenti al welfare su cifre di maggiore entità ed hanno anche favorito un miglioramento del benessere percepito dei collaboratori e del clima aziendale.

I puristi del welfare, in realtà, oltre agli innegabili effetti positivi di questa misura, non mancano di far notare come siano altri i servizi che rappresentano meglio lo spirito alla base del welfare aziendale. Ad esempio, spesso si citano le spese sanitarie, di previdenza, di istruzione, di assistenza alla persona, come quegli ambiti che il legislatore dovrebbe privilegiare nelle agevolazioni previste dalla legge.

È altrettanto vero che ormai ampia parte degli studiosi del settore, abbia riconosciuto come tutti i servizi previsti dalla legge abbiano comunque una forte valenza “welfare”. Tra questi, forse il più emblematico di tutti è il caso delle spese di “viaggi e vacanze”, ormai ampiamente accettate quali spese welfare per la loro capacità di contribuire in maniera significativa al benessere del lavoratore e dei suoi familiari e più in generale alla conciliazione vita-lavoro degli stessi.

 

ATTENZIONE AI LIMITI DA NON SUPERARE

Nel caso in cui un lavoratore riceva Fringe Benefit per un importo superiore ai massimali sopra citati, l’intero valore concorre in toto alla formazione del reddito del dipendente e conseguentemente è soggetto a tassazione.

 

UNO SGUARDO SUL FUTURO: LE ATTESE PER IL 2022

Può sembrare strano pensare già al 2022, ma su qualche tavolo di lavoro se ne sta già parlando. Alcuni rumors ipotizzano infatti che la soglia di esenzione IRPEF per quanto riguarda i Fringe Benefit possa essere ulteriormente innalzata a €561.

Non si può certo parlare di novità ufficiali, ma si può sicuramente affermare come la deroga sul limite d’esenzione dei Fringe Benefit confermi uno scenario normativo nel quale ulteriori novità ed aggiornamenti potranno tuttavia essere possibili.

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Se sei interessato a scoprire di più sui Fringe Benefit e sulle varie tematiche legate al welfare, leggi tutte le News della nostra serie dedicata «L’ABC del Welfare» .

Per maggiori informazioni, contattaci! Sarà per noi un piacere poterti essere utili.

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SCOPRI A CHI SPETTA IL WELFARE AZIENDALE: DAL LAVORATORE AI SUOI FAMILIARI

 

Con il Welfare aziendale, i beneficiari del credito welfare non solo solamente i lavoratori, ma anche molti suoi familiari. Ciò denota un concetto moderno per il quale non si considera solamente il benessere della persona, ma anche quello di chi è a lui vicino.

 

QUALI SONO I FAMILIARI BENEFICIARI OLTRE AL LAVORATORE?

I familiari che possono beneficiare dei benefit welfare sono più di quanti normalmente ci si immagini. Per legge vi rientrano infatti: 

  • il coniuge (anche in caso di unioni civili)
  • i figli (compresi quelli adottivi o affidati)
  • i genitori
  • i fratelli e le sorelle
  • i suoceri
  • i generi e le nuore.

 

I FAMILIARI AMMESSI: ALCUNE SPECIFICITÀ 

  • Va sottolineato come per la quasi totalità dei servizi, le categorie di familiari appena elencate rientrino tra i beneficiari welfare anche se non fiscalmente a carico del lavoratore e non conviventi. Unica eccezione è rappresentata dal trasporto pubblico, servizio introdotto con la Legge di Stabilità del 2018, che può essere usufruito anche dai familiari solamente se essi risultano a carico del lavoratore.
  • Molteplici sono le domande che riguardano specifiche categorie di familiari: interesserà a molti sapere – e ci sembra un grande segno di civiltà sociale espresso da questa legge – che rientrano tra i beneficiari del welfare aziendale anche i coniugi uniti civilmente ed i figli adottivi ed affidati .
  • Abbiamo detto che i familiari beneficiari sono tantissimi, ma qualcuno particolarmente “esigente” a volte vorrebbe ne fossero inclusi anche altri… è questo il caso dei nipoti e dei nonni, che però attualmente non sono previsti per legge, a meno che non si tratti rispettivamente di discendenti o ascendenti diretti.

 

Cosa significa tutto questo? Che il legislatore, ampliando la fruibilità ai vari familiari, ha cercato di creare tutte le condizioni per facilitare sia le aziende che i lavoratori nell’accettare e nell’utilizzare il welfare aziendale, confermando così il grande valore che lo Stato riconosce a questa misura.

 

PICCOLO APPROFONDIMENTO NORMATIVO

Il TUIR, entrato in vigore nel 1986, rappresenta tuttora il principale riferimento di legge in materia di welfare aziendale. I riferimenti relativi ai beneficiari welfare sono normati dall’Art.12 del TUIR e dall’Art. 443 del Codice Civile.

 

Sei curioso di scoprire quali sono tutte le categorie di servizi tra cui un lavoratore può scegliere per spendere il proprio credito welfare? Leggi le prossime puntate della serie «L’ABC del Welfare» e aumenta la tua conoscenza sul Welfare! 

 

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 IL WELFARE AZIENDALE PER SUA NATURA OFFRE IMPORTANTI BENEFICI AD IMPRESE E DIPENDENTI… TRECUORI AMPLIFICA QUESTI VANTAGGI E NE AGGIUNGE ALTRI!

 

Data la definizione di welfare aziendale nella News precedente della serie dedicata «L’ABC del Welfare», vediamo di approfondire quali siano i vantaggi correlati all’attivazione di un piano di welfare aziendale in generale e con TreCuori.

 

I VANTAGGI DEL WELFARE AZIENDALE

Già di per sè i vantaggi generali del welfare aziendale sono molteplici, sia per il datore di lavoro che per i collaboratori, e rappresentano un efficace e tangibile strumento per ottenere:

  • Azzeramento del cuneo fiscale sia per l’azienda che per il lavoratore;
    •  Ottimizzazione del costo del lavoro per l’azienda;
    •  Aumento del potere d’acquisto per i lavoratori;
  • Miglioramento del clima aziendale;
  • Attrazione e fidelizzazione di migliori risorse;
  • Aumento della produttività;
  • Espressione dell’impegno dell’azienda verso i propri collaboratori.

Oltre a questi vantaggi generali previsti dal contesto normativo vigente in materia di welfare, se ne aggiungono degli altri esclusivi della piattaforma TreCuori, resi possibili dalle specificità del modello di welfare che la caratterizza.

 

I VANTAGGI DEL WELFARE TRECUORI

Il welfare aziendale di TreCuori permette infatti ad imprese e lavoratori di fruire degli importanti benefici offerti dalle leggi in materia di welfare aziendale, con l’aggiunta di ulteriori vantaggi esclusivi: peculiarità uniche di TreCuori che fanno evolvere il “welfare aziendale” in “welfare territoriale”. Prende tale denominazione in quanto è potenzialmente spendibile dai dipendenti in qualsiasi territorio (dal Nord al Sud, dal Centro alle isole, dai grandi centri metropolitani alle zone più periferiche), favorendo la prosperità di tutti i soggetti coinvolti. 

In sintesi, le peculiarità di TreCuori si configurano in:

  • Maggiore libertà per lavoratori di scegliere i propri i fornitori di servizi di fiducia;
  • Spendibilità del credito welfare ovunque, anche al di fuori dei grandi centri metropolitani;
  • Coinvolgimento dei fornitori di prossimità;
  • Accessibilità anche alle PMI;
  • Ricaduta economica sul territorio.

Volendo riassumere tutti i vantaggi descritti in uno schema, si può utilizzare una matrice che evidenzi i punti di vista dei vari soggetti coinvolti e faccia emergere le specificità della piattaforma TreCuori:

 


GENERICI

CON TRECUORI
(vantaggi che si aggiungono a quelli generici)
VANTAGGI AZIENDA- Risparmio contributivo;
- Miglioramento del clima aziendale;
- Attrazione e fidelizzazione di migliori risorse;
- Aumento produttività;
- Risparmio contributivo;
- Miglioramento del clima aziendale.
- Attrazione e fidelizzazioni di migliori risorse;
- Aumento produttività;
- Accessibilità anche alle PMI;
- Collegamento welfare-sostenibilità.
VANTAGGI LAVORATORI- Risparmio fiscale;
- Disponibilità di benefit e premi oltre la busta paga;
- Aumento del potere d’acquisto.

- Libertà dei lavoratori di scegliere i propri fornitori di servizi di fiducia di qualsiasi territorio.
VANTAGGI CONSULENTI

- Possono scegliere se gestire l’attivazione del welfare delle proprie aziende clienti in maniera diretta attraverso una propria area riservata nella piattaforma TreCuori oppure se avvalersi del supporto dei welfare specialist TreCuori.

VANTAGGI TERRITORIO

- Coinvolgimento dei fornitori di prossimità;
- Ricaduta economica sul territorio.

Ora che hai compreso la teoria generale dei vantaggi del welfare, per saperne di più e conoscere meglio anche gli aspetti quantitativi e l’entità dei vantaggi fiscali, leggi le prossime News della nostra serie dedicata «L’ABC del Welfare».  

E ricorda…TreCuori, il welfare non solo del tuo territorio, ma di tutti i territori!

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Per qualsiasi informazione, contattaci! Sarà per noi un piacere poterti essere utili.

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𝗠𝗮𝗿𝗸𝗲𝘁𝗶𝗻𝗴 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 – Una soluzione vincente sia per le no-profit che per i negozi e per l’economia del territorio!

 

Grazie al Marketing Sociale di TreCuori, l’Istituto Comprensivo “Vittorino da Feltre” di Abano Terme della Provincia di Padova, in pochi mesi ha già incassato più di €600. Lo racconta in un articolo “Il Gazzettino di Padova”, che spiega come si tratti di contributi monetari generati dai genitori e da tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa, che in questi mesi hanno fatto acquisti presso i negozi convenzionati della zona. Al raggiungimento della soglia di spesa stabilita liberamente dal commerciante infatti, viene consegnato agli acquirenti un voucher cartaceo con codice univoco. Registrando tale voucher tramite apposita App gratuita o direttamente sul sito TreCuori, l’importo corrispondente può essere destinato alla propria no-profit, associazione o scuola preferita.

Conoscere ed essere aggiornati su tutti gli esercenti aderenti al Marketing Sociale di TreCuori, sia nel Comune di Padova che nei vari Comuni d’Italia, è molto facile: possono essere cercati tramite l’App TreCuori o direttamente sul nostro sito.

Il Marketing Sociale di TreCuori, un meccanismo molto semplice ed efficace che apporta benefici concreti sia alle no-profit che all’economia dei territori!

Complimenti all’Istituto “Vittorino da Feltre” per l’incasso di questi primi contributi e a tutte le persone ed attività economiche della zona che hanno creduto in questa iniziativa e stanno contribuendo a diffonderla sempre più.  

“La felicità è più grande se viene condivisa”.

Sei interessato a scoprire di più sul marketing sociale per la tua scuola, il tuo Comune e/o l’associazione no-profit che ti sta a cuore? L’adesione al Marketing Sociale di TreCuori è gratuita!

 

Per maggiori approfondimenti:

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Eccoci alla prima puntata della nostra serie «L’ABC del Welfare», che come vi abbiamo presentato nella News precedente, nasce per permettere ad imprese, lavoratori e consulenti che ancora non hanno dimestichezza con questo argomento, di poterlo conoscere in maniera facile attraverso un linguaggio essenziale ma efficace. In questa News vedremo la definizione generica di welfare per poi presentarvi la visione di TreCuori su questo strumento così utile ed innovativo.

DEFINIZIONE  WELFARE AZIENDALE GENERICA

Si parla tanto di welfare, ma non sempre è chiaro per tutti cosa si intenda con questo termine. 

Prima di tutto è necessario fare una precisazione. Il welfare aziendale è un ambito specifico all’interno di un contesto più ampio che è quello del welfare in generale. Il vocabolario Treccani definisce il termine welfare  come “Espressione equivalente all’italiano benessere.

Senza entrare in questa sede negli aspetti più tecnici ed accademici, possiamo quindi dire che quando si parla di welfare aziendale si fa riferimento al benessere dei lavoratori. Più precisamente, si intende l’insieme di beni e servizi che l’impresa, cogliendo le esenzioni da tasse e contributi concesse dalla legge in favore di aziende e dipendenti, decide di mettere a disposizione dei collaboratori e dei loro familiari con l’obiettivo di aumentare il benessere e favorirne la conciliazione vita-lavoro.

Quindi, volendo schematizzare, possiamo riassumere in questo modo:

  • cosa: beni e servizi definiti dalla legge
  • offerti da: dal datore di lavoro
  • offerti a: lavoratori e familiari
  • fattore agevolante: esenzione fiscale e contributiva per azienda e lavoratori
  • perché: in primis per favorire il benessere dei lavoratori e familiari, ma anche per perseguire tanti altri obiettivi e vantaggi correlati che saranno approfonditi nella prossima puntata de «L’ABC del Welfare»

Il tema del welfare aziendale è in continua evoluzione dal punto di vista dei riferimenti normativi: introdotto in Italia nel 1986 tramite il TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), ad oggi sono l’Art.51 e l’Art.100 a costituire i pilastri del welfare aziendale italiano, annualmente integrati dalle Leggi di Bilancio.

Un piano di welfare aziendale, contestualmente, si configura:

  •  per i dipendenti in un premio non monetario, bensì sotto forma di benefit non tassati, aumentandone di fatto il potere d’acquisto; 
  • per l’azienda in un risparmio fiscale, ed altresì in opportunità per aumentare il benessere lavorativo di collaboratori ed azienda stessa (es. miglioramento del clima aziendale, della soddisfazione dei dipendenti e della produttività aziendale).

 IL WELFARE AZIENDALE SECONDO TRECUORI

Per noi di TreCuori «Il Welfare Aziendale è lo strumento più potente oggi disponibile per migliorare la produttività di un’impresa. Il miglioramento del clima aziendale, la soddisfazione dei lavoratori ed i risparmi contributivi e fiscali sono la diretta conseguenza di un piano di welfare aziendale ben realizzato».

TreCuori considera un piano welfare di successo quando:

  •  l’azienda ha migliorato la propria produttività;
  •  i lavoratori sono soddisfatti dei benefici ottenuti;
  • gli erogatori del territorio sono stati scelti dai lavoratori.

Con la piattaforma di Welfare Aziendale TreCuori, un’impresa può proporre ai propri dipendenti un sistema di incentivi personalizzato, permettendo loro di scegliere i servizi e gli erogatori a cui rivolgersi. A differenza di molte altre piattaforme welfare, TreCuori consente al lavoratore la massima libertà di scelta nella fruizione del proprio credito welfare, permettendo di rivolgersi anche agli erogatori territoriali preferiti. In questo modo TreCuori permette la riattivazione dell’economia locale, aumentando il benessere di ogni soggetto che ci vive. Da qui lo slogan: TreCuori, il welfare del tuo territorio.

IL WELFARE CON TRECUORI: IL PUNTO DI VISTA DEI SOGGETTI COINVOLTI

Possiamo quindi riassumere che il welfare aziendale attivato con TreCuori è:

  • Per le persone (lavoratori) un’opportunità per beneficiare per sé e per i propri familiari di maggior potere d’acquisto per poter fruire dei servizi di cui hanno davvero interesse, potendo anche rivolgersi ai loro fornitori di fiducia del territorio;
  • Per le imprese di qualsiasi dimensione, settore ed area geografica, un modo per motivare, fidelizzare e attirare i collaboratori azzerando gli oneri contributivi e fiscali sulle premialità erogate ai dipendenti e ai loro familiari;
  • Per i vari fornitori di servizi del territorio, un’opportunità per incassare spese welfare da parte dei dipendenti che l’hanno ricevuto dai loro datori di lavoro, che senza TreCuori sarebbero state indirizzate solo verso grandi player non presenti sul territorio.

Lo sapevi che i beni ed i servizi offerti in regime di welfare aziendale godono di una significativa agevolazione contributiva e fiscale, determinando un risparmio per l’azienda (circa del 30%) ed una maggiore capacità di acquisto per i lavoratori (circa +40%)? Approfondiremo questi aspetti nella pillola “Welfare aziendale: quali sono e a quanto ammontano i vantaggi contributivi e fiscali?”, di prossima pubblicazione.

Leggi tutte le News della serie «L’ABC del Welfare» per rimanere aggiornato ed aumentare la tua conoscenza sul Welfare!

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